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Aree di cui mi occupo

Quando le emozioni diventano troppo grandi

Crescendo si attraversano emozioni nuove, spesso più forti di quelle a cui si era abituati. Certe volte diventano difficili da riconoscere, da spiegare, da gestire.

Qui sotto non trovi un elenco di diagnosi, ma cose che capitano.

Una ragazza in un bosco, gli occhi chiusi

Quanto di questo ti somiglia

Queste domande non servono a darti un'etichetta. Servono a te, per guardare con calma cosa ti succede e quanto ti pesa.

Rispondi come viene: non c'è una risposta giusta, e quello che segni lo vedi solo tu. Niente viene salvato e niente viene mandato a nessuno.

Se stai leggendo come genitore: queste domande sono scritte per tuo figlio, e le risposte sono sue. Puoi leggerle per sapere cosa guarderei io.

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Dieci domande, e non tutte si rispondono allo stesso modo.

Ti capita di sentire emozioni così forti che fai fatica a gestirle?
Quanto ti riconosci in questa frase: «mi viene l'ansia e non so perché»?
Ti senti giù senza riuscire a dire da cosa dipende?
Quando senti un'emozione forte, riesci a capire da dove nasce, o ti accorgi solo che stai male?
Te ne accorgi prima con la testa o prima dal corpo — stomaco, respiro, sonno?
Quando stai male, cosa fai di solito?
C'è qualcosa che fai per non sentire quello che provi?
Quanto quello che provi influenza le tue giornate — scuola, amici, sonno?
Ti capita di rinunciare a qualcosa che ti andrebbe di fare, per come ti senti?
Ti capita di sapere che una cosa ti fa stare male, e di continuare comunque a farla?

Come suonano, di solito

«Mi viene l'ansia e non so perché.»

Prima di una verifica, prima di entrare in classe, prima di una festa. A volte senza un motivo chiaro.

«Mi arrabbio e poi mi pento.»

Scatti di rabbia che arrivano prima del pensiero, e la sensazione di non riuscire a fermarli.

«Non mi piaccio.»

L'idea di non essere abbastanza: abbastanza bravo, abbastanza interessante, abbastanza come gli altri.

«Mi sento giù e non so dirlo.»

Una tristezza che non ha una causa da raccontare, e che proprio per questo è difficile spiegare a qualcuno.

«Tutto sta cambiando e io no.»

Cambi di scuola, cambiamenti del corpo, gruppi che si sciolgono. Momenti in cui non ci si riconosce più.

Cosa si può fare

Quasi sempre il primo passo è dare un nome a quello che si sente. Un'emozione che ha un nome smette di essere un'onda che arriva da chissà dove: diventa una cosa di cui si può parlare.

Poi si lavora su cosa farne. Come riconoscerla quando sta arrivando, come dirla, cosa provare a fare di diverso.

Non serve sapere già da dove cominciare

Mi scriva due righe sulla situazione. Rispondo io, e non c'è bisogno di spiegare tutto subito.